Ho ascoltato questa canzone e vi ho letto dentro la mia storia… Vi invito ad ascoltarla… fa parte di me dalla prima nota all’ultimo sospiro…
http://www.mediafire.com/?em3dzujlbjd
How Long
Words & Music by Allison Crowe
It took me so long to understand
who I needed to be for myself
and it took me too long to realize
that I didn’t need anybody else
so now I’m sitting here in silence
and all I can feel is regret
and it seems to be so easy for you now
but its not so easy for me to forgethow long do I have to wait here?
you leave me standing in the cold
how long will it take you to remember
while you’re still alive and growing old
I’m the only one who cares about youso roll me over
shut me out
if that’s what you feel possessed to do
whatever helps to get you through the night
yeah it may kill me
but I’ll still love youhow long do I have to wait here
you leave me standing in the cold
how long will it take you to remember
while you’re still alive and growing old
I’m the only one who cares about youI am
I am the only one
I am
I am…how long do I have to wait here
you leave me standing in the cold
how long will it take you to remember
while you’re still alive and growing old
I’m the only one, I am the only one
I amyou leave me standing in the cold
how long will it take for you to realize
that I am gone?
Già… a volte è impossibile dimenticare… a volte ci potrebbero uccidere ma noi continueremmo ad amare comunque… questo denota che siamo sinceri e che l’amore che proviamo è qualcosa di puro… assoluto… e siamo liberi.. liberi di vivere e di vivere nonostante questo sentimento… liberi di vivere questo sentimento… perché “Soltanto colui che nulla si aspetta è veramente libero…” (Edward Young)
I ♥ LINUX












Ciao Noemi, la canzone la devo ancra ascoltare…ma la frase di Edward Young non la condivido…
per un’altra fortuita coincidenza la paragonerei perfettamente alla frase che ho scritto sul mio blog, subito dopo il titolo…
io la penso proprio al contrario…
perchè non aspettandoti niente…non sei libero!!!
Non sei libero di aspettarti qualcosa!
e io trovo che una vita senza aspettative…senza sogni…sia davvero una vita un po’ vuota…
sono curioso…tu come la intendi quella frase?
Non parlo di vita senza aspettative e senza sogni.. credo che una vita del genere sia paragonabile alla vita di un cadavere senza un cuore che batte..
Leggo altro in quella frase..
Ti spiego… io non vivo la mia vita “aspettando” i miei sogni… o che questi si realizzino… io vivo la mia vita andando incontro a loro… Ho una visione “dinamica” in questo…
E questo lo sento ancor di più nei rapporti con gli altri…
Non mi aspetto nulla dagli altri perché mi rendo conto che gli altri potrebbero aspettarsi pure qualcosa da me..
Ho scelto di interrogare innanzi tutto me stessa… ho scelto di darmi piuttosto che aspettare di ricevere…
E questo atteggiamento “di non attesa”.. questo mio “non aspettarmi niente” mi porta a gioire delle piccole cose del quotidiano… perché tutto diventa una “sorpresa” e niente più è scontato… questo mi fa sentire libera… libera dagli schemi e dai ruoli che molto spesso abbiamo fissi nella nostra mente… come se le cose dovessero sempre andare “così” o “colà” perché ci è imposto dalle situazioni, dalle scelte o semplicemente dalla buona costumanza… Non ho un galateo del vivere… non mi interessa averne… non mi interessa sapere già come andrà a finire… anzi… non mi aspetto nessun finale… lo lascio scrivere al tempo mentre vivo…alle scelte che faccio.. alle strade per cui m’incammino… ai sentimenti e ai consigli del mio meraviglioso Dio!
Per quanto rigurada la frase nel tuo blog:
“Mostratemi un uomo senza sogni e vi mostrerò un uomo felice. Ma solo nei suoi sogni l’uomo è veramente libero, così è e così sarà sempre.”
Io la intendo un pò alla Coelho maniera… ti cito per intero un brano tratto dal suo libro “Il cammino di Santiago, che illustra perfettamente come la vedo io sull’argomento:
“L’uomo non può mai smettere di sognare. Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo. Molte volte, nel corso dell’esistenza, vediamo che i nostri sogni svaniscono e che i nostri desideri vengono frustrati, tuttavia è necessario continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non può prenetarvi (…)
Il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi in tuto il loro vigore- vale a dire in gioventù- abbiamo molto coraggio, ma non sappiamo ancora batterci. dopo tanti sforzi, finalmente impariamo a lottare, e a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere. A causa di ciò ci rivoltiamo e combattiamo contro noi stessi, diventando il nostro peggior nemico. Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto di una nostra ignoranza riguardo alle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di combattere il Buon Combattimento.
… il primo sintomo del fatto che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo… Le persone più occupate che ho conosciuto nella mia vita erano sempre stanche: non si rendevano conto del poco lavoro che dovevano portare a termine, e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto. In realtà avevano paura di combattere il Buon Combattimento. Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze. Poiché non vogliamo considerare l’esistenza come una grande avventura da vivere, cominciamo a giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo ad essa. Guardiamo aldilà delle mura del nostro “giorno per giorno” e percepiamo il rumore delle lance che si spezzano, l’odore del sudore e della polvere, le grandi cadute e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri. Sfortunatamente non avvertiamo mai la gioia che c’è nel cuore di chi sta lottando: a questi uomini non importano né la vittoria né la sconfitta, ma solo combattere il Buon Combattimento. Infine, il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la pace. La vita comincia ad essere un pomeriggio domenicale: non ci chiede grandi cose, né esige più di quanto noi vogliamo dare. Pensiamo allora di essere maturi: accantoniamo le fantasie dell’infanzia e arriviamo alla nostra realizazione personale e professionale… Ma in realtà, nel più profondo del nostro cuore, sappiamo che abbiamo semplicemente rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento (…)
Quando rinunciamo ai nostri sogni e troviamo la pace abbiamo un breve periodo di tranquillità. Ma i sogni morti iniziano a imputridire dentro di noi, infestando tutto l’ambiente in cui viviamo. cominciamo col divenire crudeli con coloro che ci circondano, e finiamo per dirigere questa crudeltà contro noi stessi. Compaiono le malattie e le psicosi. Ciò che volevamo evitare nel combattimento- la delusione e la sconfitta- diviene così l’unico legato della nostra vigliaccheria. E un bel giorno i sogni morti e imputriditi rendono l’aria difficile da respirare, e noi iniziamo a desiderare la morte, una morte che posa liberarci dalle nostre certezze, dalle nostre occupazioni e da quella terribile pace dei pomeriggi domenicali”
Questo si ricollega al mio discorso di non aspettarsi nulla in quanto il nostro sentirci “corretti… arrivati” nella vita, questa mancanza di sogni proprio ci mette in condizione di credere di sapere sempre cosa ci aspettiamo dalla vita.. perché in realtà non abbiamo più il coraggio di uscire fuori con una lancia in mano ed affrontare le nostre paure… non abbiamo il coraggio di “osare”.. perché pensiamo di sapere cosa ci aspetta.. e ci accontentiamo così di una vita accomodante…
Ci sono poi le “aspettative fantoccio” che sono le scelte “calcolate”, i sogni inventati e costruiti a tavolino per mascherare i nostri reali interessi, la nostra realtà interiore…
Ci sono i “sogni evasivi” quelli in cui ci trastulliamo per evitare di affrontare la realtà o semplicemente per non prendere coscienza e posizione nelle cose… come dice il ritonello di una canzone scritta da un mio amico “maledetto paradiso” dove il paradiso rappresenta la nostra beneamata incoscienza… il nostro non voler aprire veramente gli occhi perché tanto stiamo comodi così… siamo in “pace”…
Del resto ci sono pure delle “aspettative” positive che, a mio avviso, sono da scartare… quelle che, come dicevo nel commento precedente, che sì ci appaiono “buone” ma in realtà sono pericolose quanto la’assenza di sogni.. ci lasciano sperare in questo o quell’esito.. come se la nostra vita fosse una fotocopia tra milioni di copioni… come se le cose dovessero sempre filare in un certo senso… come se ad A corrispondesse sempre A oppure a.. come se la vita fosse una scelta meccanica… “La vita non è una scienza esatta come la matematica, ma un’arte, come la musica…” Non ci sono regole prefabbricate da indossare per essere felici c’è solo una canzone che va, a volte forse un pò stonata… e non mi aspetto che qualcuno, o la vita, o le circostanze me la suonino… la intono io…
Difficile commentare così tanti pensieri
direi che ce n’è per un libro…e non so neppure quanto siamo vicini nel nostro modo di concepire i sogni, ma in fondo la cosa più piacevole è proprio accorgersi di come opinioni diverse occupano lo spazio intorno a noi, a volte sovrapponendosi, altre volte rimanendo distanti…
Però intanto mi sta a cuore un tema tra i tanti…
quando dici “Non mi aspetto nulla dagli altri perché mi rendo conto che gli altri potrebbero aspettarsi pure qualcosa da me..”
Quanto mi sembra strano sentire questa frase, perchè io non la vedo in questo modo, e se da una parte penso che le nostre vite possano proprio spiegarsi negli altri, mi rendo conto che è proprio quello che desidero: istaurare rapporti tali per i quali SI, ECCOME! Mi aspetto qualcosa, così come assolutamente voglio che qualcuno si aspetti qualcosa da me.
Certo non si parla della prima persona che passa, ma di quei rapporti che crescono e si rafforzano, tanto da istaurare quella fiducia e quel’intesa comune per cui, Si! Qualcosa è dovuto all’altro. Rapporti in cui si condivide qualcosa, un segreto accordo profondissimo quanto fragile.
E questo è, e probabilmente sempre sarà, un sogno e un desiderio….
la cosa davvero stuzzicante in tutto questo è che dalle tue parole, e da quelle di Coelho, sembra comparire nitidamente una decisa separazione tra sogni e desideri. quasi un’ascetica assenza di desiderio, in favore dei sogni…qualcosa di diverso…
ci penso su….
ciao
decsamente vado a sciacquarmi il viso…
Mentre mediti sulla mia concezione di “sogni” e “desideri” ti spiego ancora un pò come la penso…
Intanto per me amare l’altro significa donarmi all’altro (questo si evince dal mio post “L’amore è forte come la morte”) e quindi il mio atteggiamento verso il prossimo è proprio questo… una tensione verso l’altro che esiste a prescindere dalla corrispondenza o meno dell’altro…io credo che questo mi renda veramente libera di esprimere me stessa in senso pieno nei confronti del prossimo.. se io mi aspettassi qualcosa da qualcuno resterei spesso delusa e la delusione ferirebbe me stessa impedendomi di vivere al meglio la mia personalità e la mia essenza… ma ancor prima di questo io non sento la necessità di aspettarmi qualcosa… io dono senza aspettative di riremunerazione… e lo stesso “donare e donarmi” arricchisce me stessa… Lo so pare una concezione un pò fantasiosa e incomprensibile… ma è una banca particolare quella in cui investiamo i nostri rapporti con la gente e i nostri sentimenti… in questa banca più spendiamo per donare e più ci arricchiamo… assurdo eh? e solo in questo modo non ci impoveriamo.. lasciando aperte le finestre del nostro animo agli altri… in maniera quasi inesauribile direi… come qualcuno ha scritto: “Non essere amati è una semplice sfortuna… la vera disgrazia è non amare!!” Se gli altri non corrispondono… non ricambiano… non amano… problema loro! Io sono felice perché sono libera di amare comunque!
Per quanto riguarda desideri e sogni… beh… questa spinta ascetica che cogli tu si manifesta semplicemente nel vivere il quotidiano… nelle cose semplici… nelle cose di tutti i giorni… è proprio li che c’è il segreto per vivere ” i nostri sogni” … la nostra felicità consiste nel vivere il nostro oggi nel pieno del nostro essere noi stessi… perché son le scelte che facciamo ora che tracciano la strada per i nostri sogni… e quindi più che “desiderare” i mei sogni semplicemente me li vivo.. già da ora…li assaporo un pò per volta ogni giorno… diventano una parte costituente di me… intrinseca nell’anima mente cuore e ragione…
Non ho letto i tuoi commenti precedenti. Mi fermo al tuo sentire del post ed alla frase di (Edward Young) “Soltanto colui che nulla si aspetta è veramente libero…”
condivido appieno…
c’è una sottile ma netta differenza tra sognare ed avere aspettative, queste ultime logorano l’anima, consumano il cervello, sono fonti di delusioni quando la maggior parte delle volte non si avverano. Invece, se si vive senza, pur sognando si è davvero liberi e si impara a vivere attimo dopo attimo tutto quello che ne viene, senza delusioni!
Chi vive di aspettative in realtà è solo perchè non si sa abbandonare, fluire nel flusso della vita e tende a tenere tutto sottocontrollo, con il risultato di essere il primo costruttore di un’ infelicità perenne.
Ma non credo sia il tuo caso
a presto
Mayra G Louis
Già… la penso anch’io così.. e credo che posterò nello specifico al più presto.. vorrei rendere ancora più chiaro questo concetto… perché credo sia una cosa davvero importante imparare a lasciar fuori dalla porta della nostra vita le illusioni senza per questo vivere una vita priva di sogni e aspirazioni…
Quanto è vero… “a volte è impossibile dimenticare… a volte ci potrebbero uccidere ma noi continueremmo ad amare comunque…” nonostante tutto e tutti. Anche se la persona in questione ci ha fatto soffrire e avremmo giurato e spergiurato che non avrebbe più contato nulla per noi. E invece siamo li ad amarla, perchè l’amore per quella persona è dentro di noi incondizionatamente…
Eh sì… e ancor di più… io credo che vivere i nostri sentimenti senza reprimerli aldilà dell’essere ricambiati o meno sia una forma di rispetto nei confronti di noi stessi… non possiamo illuderci di aver dimenticato solo perchè il nostro sentimento non è corrisposto… potremo farcene una ragione e forse col tempo lasciar andare… ma non è una cosa categorica ed immediata come alcuni credono… e poi amare è ciò che ci completa comunque… ci rende ricchi… aldilà di tutto e tutti..