Siamo in trincea.
serrati gli occhi per non piangere
la gola affogata di respiri che non hanno il coraggio di venire alla luce.
In mano un cannone, pronto a sparare al primo cuore che s’appresta a superare i valichi di sicurezza.
Abbiam bisogno di destrezza per fregarcene del mondo intero e vivere la vita a modo nostro.
Siete in trincea.
Coi vostri meccanismi di difesa e punitivi. Le scuse inutili e le favole che vi raccontate per paura di dover procedere a una vostra ammissione di colpa.
Io in guerra non ci vado, perché non so combattere che con gli abbracci la peste micidiale che si aggira festante tra le case, generando l’odio.
Oggi puoi scegliere se prendere o lasciare, oppure farti fregare.
E sono inorridita dai cambi di stagione in cui versano pietosamente gli animi di alcuni. Ti trattano da dio e poi da povero diavolo, bastonandoti millemilavolte sulla testa e pestandoti il cuore.
Oggi puoi scegliere se prendere o lasciare, oppure farti fregare…
ma non farti fregare da te stesso…
ché il tempo non perdona.
I ♥ LINUX











Eh beh… si a volte capita di essere in trincea! Anche se non abbiamo elmetti in testa e fucili visibili in mano, capita spesso di spararsi addosso, doversi abbassare per schivare i colpi, starsene con la testa bassa perchè i missili che passano sono proprio potenti!
Eh non sai quante volte mi è successo e quante volte mi succede…
…credo che a volte non si possa non andare in guerra. Però non tutte le guerre si combattono o è bene combatterle faccia a faccia. A volte una strategia di accerchiamento può fare comodo… magari “prendere a picca” il nemico non è sempre bene, specie se questo ha il coltello dalla parte del manico… bisogna cercare qualche strategia alternativa, in modo che il nemico si arrenda, si arrenda non perchè vede maggior forza ma perchè si sente sconfitto da una forza diversa non violenta ma altrettanto forte…