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Archive for luglio 2009

Poesia

Le onde2166300290_92f0395121_b
baciare una riva arrossita al tramonto..
La luna, timida, brillare sulle acque..
E nascondersi nel cielo per metà,
come a preservare parte della sua sacrale intimità.
E noi,
sorpresi dal vento tiepido serale
e dall’odore salmastro del mare,
a respirare questa stessa aria
che toccò le sponde di isole lontane ed i volti di perduti marinai…
Solo il silenzio del mare mormorare
nessun rumore
lui sospiroso incanto
a raccontare…

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A teatro ci insegnarono che ognuno ha la propria andatura, I propri segni caratteristici, qualcosa che ci si porta appresso quando si cammina, quando ci si muove, quando si vive. Ognuno imitò la camminata dell’altro, Pablo imitò la mia conferendole un tono spensierato e farfallesco. Sono una bambina, pensai, se mi muovo proprio così. Ma poi, sul palco, ci si spoglia di quello che si è, si assume la postura neutra e si entra nel personaggio, lentamente, credendoci davvero, non si piange mai per finta sul palco, nè si ride per gioco. Tu sei il personaggio, quello che interpreti. L’ uomo e l’attore… Ma dove comincia l’uno e finisce l’altro? E chi può dirlo in quel momento? È spesso così anche nella vita, e spesso entriamo così bene nella parte che facciamo fatica a riconoscere chi siamo e cosa proviamo. Ed ora eccomi a confessare a me stessa, al mio blog e al pubblico più o meno vasto che nei diversi periodi si aggira fra le sponde della mia isola chi sono io. Ma cosa avrò mai da raccontarvi adesso?
Nulla di particolarmente imbarazzante, io sono quella che si riversa tra le pagine di questo blog da sempre ma sono anche capace di provare rabbia e disappunto. So essere gelosa, anche se fatico a difendere ciò che è mio; so perdonare sì, ma non sono abbastanza ingenua da giustificare a lungo ai miei occhi atteggiamenti che giudico patetici. Apprezzo il coraggio di chi si espone e di chi ama chiarire ma odio l’omertà nel quale il mio personaggio si è troppo a lungo calato. L’attrice vuol essere delicata, non ferire, la donna vuole chiarezza e schiettezza. L’attrice fa ricorso all’amore, la donna invoca il rispetto. A dispetto di tutto si evolve in me il doloroso bisogno di riconoscere la donna dall’attrice e di scegliere secondo il cuore, non secondo l’arte ché non tutto è così plasticamente perfetto e spesso la nostra genuina umanità è più bella di un cortese copione che abbiamo fatto nostro. L’attrice vorrebbe piacere, la donna piacersi… A dispetto dell’altruismo generale, gentile e perbene, io vedo in questo umano desiderio un tocco di sacrale dignità.

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ombreCome patina esaurita dal tempo

su di un calendario stonato,

ora che l’orologio perde colpi

e non batte più la stessa ora.

Come macchie non lavate via,

rimaste lì, a rammentarci i segni del vissuto

sulla stessa pelle.

Lì dove il nuovo si mischia col vecchio

esistono le ombre.

Nient’altro che ricordi,

spiccioli di tempo

rimasti in tasca,

briciole sulla tovaglia.

Una passeggiata nel passato

durante il nostro oggi.

E si confonde il pensiero

di ciò che siamo, ciò che siam stati, ciò che saremo.

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Frozen

A tutti colori che hanno o hanno avuto paura di amare, di lasciarsi amare e di essere sé stessi…

You’re so consumed with how much you get
You waste you time with hate and regret
You’re broken
When your hearts not open

Mmm, if I could melt your heart
Mmm, we’d never be apart
Mmm, give yourself to me
Mmm, you hold the key

Now there’s no point in placing the blame
And you should know i suffer the same
If I lose you
My heart will be broken

Love is a bird, she needs to fly
Let all the hurt inside of you die
You’re frozen
When your heart’s not open

Mmm, if I could melt your heart
Mmm, we’d never be aprt
Mmm, give youself to me
Mmm, you hold the key

You only see what your eyes want to see
How can life be what you want it to be
You’re frozen
When your heart’s not open

Mmm, if I could melt your heart
Mmm, we’d never be apart
Mmm, give yourself to me
Mmm, you hold the key

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Resilienza

Noi non ne sappiamo nulla

dei silenzi che sovrastano i pensieri degli altri…

Noi che siam tenuti fuori, relegati sottocoperta, esiliati.

Noi che sentiamo a distanza il male ma non possiamo curarlo.

Noi che, facile ad etichettarci, ma nessuno sa leggerci dentro.

Noi che  forse abbiamo perso la speranza di essere protagonisti e ce ne stiamo in disparte a guardare, perché pure star lontano, alle volte, vuole dire amare.

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Mi addormento col sole

o meglio, lo vedo sorgere

Forse l’ho aspettato.

Ho perso il ritmo del sonno e dei pensieri

ora che inesauribili manieri

mi porgono tristezze stanche

e l’anima desidera una tregua da poter dividere con te.

Tu che sai aspettare, tu che sai amare, tu che sai dare, tu che sai pure consolare.

Che il mondo ci lasci in pace… a che serve farci la guerra?

“Gli ostacoli sono veri, non eterni, alla fine vince l’Amore” (P.Coelho)

Mi addormento col sole e con te fra i pensieri.

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