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Adagio…

Di musica sei giunto ad abitare i ritmi del mio tempo…

m’hai regalato accordi perfetti e accordi dissonanti ma la tua musica l’ho amata più d’ogni altra mai…

ne ho amato ogni nota, triste malinconica o gaudente…

Ne ho amato ogni “crescendo” ed ogni “diminuendo”…

le pause hanno offerto un tocco magico a questa melodia…

un punto coronato in questo tempo

sospeso tra il nulla e l’addio…

Una manciata di note sparse sul pentagramma del mio cuore che canta ancora dentro me…

Sono stregata.. forse impazzita… sento una musica nel vento raccontarmi di te… ed è una gioia ed un tormento il tuo far parte di me…

Tu musico del cuore mio.. erede della mia elegia, autore indiscusso d’ogni sinfonia che s’agita nell’intimo dell’animo mio…

Come note ai vertici possiamo scegliere di essere vicine o lontanissime…  eppure un passo mi separa da te…

ti cerco adagio sui filari d’ogni istante che vivo…ti scelgo, tra tutti, come una canzone iniettatami dentro in maniera permanente…

e ti abbraccio con la mente…

tu animo melodico e pensiero ricorrente…

aspetto te…

…adagio

L’odore della pioggia su di me stasera…

limpide  gocce cristalline vibranti sulla pelle mia…

umida l’aria

ad ogni passo una lacrima di pioggia sul mio volto

lacrime felici, emozionate…

per una volta la presenza tua non m’ha turbata

pioggia

per una volta ho accettato le carezze delle mani tue bagnate

senza timore o preoccupazione

senza voltarmi,ribelle, al tuo fascino metropolitano..

per le strade vai danzando questa sera

io ballo con te

fradicia di gioia inconsulta

e piove sui pensieri miei

scivola via guarita la maliconia

stille di te su queste labbra mie, quasi a volermi dissetare

Pioggia

rivoli incantati si ostinano a volermi annaffiare

E quest’odore

mi penetra nell’animo, nel profondo, a dissetare

mondi nascosti, parti di me segrete ai più, svelate a Dio…

Sorrido, sola, ti accolgo felice.. senza nascondermi dietro un ombrello

perché stasera la vita è color pastello, il mondo tinto d‘acquerello…

acqua e colori in dose perfetta a voler rimarcare i miei sentori

Mi fondo in questa magica miscela, di foglie al vento e sinfonie serali

Ti bacio Pioggia questa sera… perché mi hai rinfrescata, perché mi hai reso vera

ora che scorri si scioglie via la cera d’ogni timore e preoccupazione.

Le strade brillano illuminate dai lampioni e dalla consistenza tua celeste

che posi ovunque silenziosa

festante io ti accolgo, come una sposa

perché tu sei il preludio alla bella stagione

in te l’anima mia s’abbevera e riposa.

.

.

.

Io rendo grazie a Te, mio Dio…
tra i silenzi di questa notte quieta.. affioran versi di preghiera su queste labbra mie per dire grazie a Te, mio Dio…
Ho aspettato e ancora navigo l’attesa… attendo lo sciogliersi dei nodi, il dispiegarsi degli eventi… ma piano piano ora comprendo il Tuo piano più grande

Su di una nave sto… Tu, Timoniere…
io, come un marinaio, da te soltanto apprendo l’arte del navigare…

E riempi con i Tuoi tesori il mio forziere...
Tu m’hai insegnato cosa veramente voglia dire amare

Io rendo grazie a Te, mio Dio…
perché Tu scorri in me, scrosciante e benedetto Rio…

Misericordia dipinta sul mio volto e grazia ricevuta
averti incontrato.. più bella cosa mai non m’è accaduta...

Io rendo grazie a Te, mio Dio

perché la mano che mi tiene stretta in ogni dove

sempre

.

.

.

\/

io so essere la Tua...

Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato
ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

“Non essere amati è una semplice sfortuna, la vera disgrazia è non amare…”

E non aggiungo altro!

Questa canzone è un pò la mia storia… un amore folle e un folle amore vissuto in solitudine…

Ella despidiò a su amor
El partiò en un barco en el muelle de San Blas
El jurò que volveria y empapada en llanto
Ella jurò que esperaria
Miles de lunas passaron
Y siempre ella estaba en el muelle esperando
Muchas tardes se anidaron
Se anidaron en su pelo y en sus labios
Llevaba el mismo vestido
Y por si el volviera no se fuera a equivocar
Los cangrejos le mordian
Sus ropajes, su tristeza y su ilusion
Y el tiempo se escurriò
Y sus ojos se le llenaron de amaneceres
Y del mar se enamorò
Y su cuerpo se enraizò en el muelle
Sola,sola, en el olvido
Sola,sola,con su espiritu
Sola,sola,con su amor el mar
Sola, en el muelle de San Blas
Su cabello se blanqueò
Pero ningùn barco a su amor le devolvia
Y en el pueblo le decìan
Le decìan la loca de el Muelle de San Blas
Y una tarde de abril
La intentaron trasladar al manicomio
Nadie la pudo arrancar
Y del mar nunca jamàs la separaron
Sola,sola, en el olvido
Sola,sola,con su espiritu
Sola,sola,con su amor el mar
Sola, en el muelle de San Blas
Sola, sola, en el olvido
Sola,sola, con su espiritu
Sola, sola,con el sol y el mar
Sola,sola,sola en el olvidio
Sola,sola,con su espiritu
Sola, sola con su amor el mar
Sola en el muelle de san Blas

Lei disse addio al suo amore
Lui partì con la nave dal porto di San Blas
Le giurò che sarebbe tornato e lei, in lacrime,
gli giurò che lo avrebbe aspettato
Passaron mille lune
E lei continuava ad aspettare nel molo
E passarono molti pomeriggi
Passarono tra i suoi capelli, tra le sue labbra
Indossava lo stesso vestito
così, se lui fosse tornato, non avrebbe sbagliato..
I granchi mordevano
le sue vesti, la sua tristezza, la sua illusione
E il tempo volò via
E i suoi occhi si riempirono di albe
E s’innamorò del mare
E il suo corpo affondò le sue radici nel molo
Sola,sola nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola, sola, col suo amore, il mare
Sola,nel molo di San Blas
I suoi capelli ondeggiavano
mentre che nessuna nave le restituiva il suo amore
E nel paese la chiamavano
la pazza del molo di San Blas
E un pomeriggio di Aprile
Cercarono di portarla al manicomio
Nessuno riuscì a strapparla di lì
E dal mare nessuno mai la separò
Sola,sola, nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola, sola, col suo amore il mare
Sola,nel molo di San Blas
Sola, sola ,nell’oblio
Sola,sola,col suo spirito
Sola,sola, con il sole e il mare
Sola,sola, nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola,sola,con il suo amore il mare
Sola, nel molo di San Blas

Rubato il mio cuore dal sogno di un amore…
mai avuto, mai vissuto…
un tempo, forse, in parte condiviso…
il mare ci separa.. ed io, tra le sue sponde,ho scelto di annegare
…lasciandomi cullare…
Non più tristezza, mi resta in bocca solo la dolcezza d’ogni istante
percepito, ascoltato e condiviso…
E forse morirò in questa mia pazzia
perché d’amor si nutre questa mia follia
S’infrangono le onde sui miei ricordi più cari che tornano
sempre
profondi ed immensi, come silenzi amari…
E scelgo di star sola, sola nel’oblio…
perché il mio amore esiste, anche se non più mio..
mi tiene in vita il mare
sempre
mi tiene in vita Dio…

Vi regalo questa canzone di Michele Pecora che amo…

Mare

(per ascoltare la canzone stoppare il songspot in basso sulla destra e cliccare sul link qui su ;)  )

Finche riesci a fingerti più sicura e più indiscreta

modellarci l’anima, come fossimo di creta

quest’estate è logico che ci faccia innamorare

sotto un cielo magico

guarda come muove i fianchi il mare.. mare

Le chitarre suonano, tra le note ed il rumore

quest’amore fermalo, non lasciarlo dondolare

ed un valzer comico io ti insegnerò a ballare

guarda com’è magico, guarda come balla bene il mare.. mare

In fondo sei un pò di sabbia tra le mani

che forse perderò domani, ma non importa più

perché tu sei come la sabbia sotto il sole,

che brucia un pò ma non fa male

sabbia di mare sei…

Finché posso spingermi nei confini del tuo cuore,

dove nasce libera l’abitudine all’amore

e se devo perderti non lasciarmelo capire

respiriamo un attimo, guarda come muove i fianchi il mare… mare

In fondo sei un pò di sabbia tra le mani

che forse perderò domani

ma non importa più perché tu sei

come la sabbia sotto il sole che brucia un pò ma non fa male

sabbia di mare sei

finché posso spingermi nei confini del tuo cuore,

dove nasce libera l’abitudine all’amore…

Il vento sulla pelle, ancora fresco di primavera, il sole timido che scalda la mia schiena…

I miei capelli muoversi... onde tra le onde…

Mare…

M’è mancato il tuo respiro, la tua voce paterna…

Ora che mi perdo in un tuo abbraccio su questa spiaggia deserta ancora.

Vedo la Circe innamorata, da secoli sta lì, beata addormentata…

Vorrei dormire anch’io per sempre qui tra le tue rive…

Mare…

il tuo richiamo eterno ancora ha varcato le sponde del mio cuore, ora che tra la sabbia odo solo il tuo rumore…

ora che ho perso ogni mia intenzione e dal cuore m’è caduto, fratturato, anche l’amore…

Mare…

tu segni il ritmo della vita mia e tra i tuoi abissi serbi inestimabili tesori…

come l’animo mio stanco..

mentre che silenziosa arranco qui su questa spiaggia e mi distendo al sole dimenticando ogni pensiero..

Tu abiti il mio mondo, Dio, e Tu, come un veliero avanzi nella rotta d’ogni circostanza in questa vita mia.

La tua dolcezza unica la sola mia alchimia.

Al lume di luna…

Al lume di luna questa mia poesia

dove si scioglie lenta ogni malinconia…

mentre che aspetto,

ed in silenzio guardo dentro quel cassetto

di vita mia, dove nascondo il cuore

parole parole parole…

vola lontano amore, lontano dal mio cuore…

Io sono me anche senza il tuo dolore,

ora mi fai soltanto compassione

per quel tuo vuoto e sciapo mondo di cartone.

Vola lontano amore, lontano dal mio cuore…

perché tu non sei più il mio mondo,

non sei più il mio “signore”…

Ho salutato tutti, uomini, elfi, signori belli e brutti…

Ho salutato amori, amici e situazioni…

perché io son me, me senza condizioni…

Mi specchio  dentro il cielo questa sera

vestita dalle stelle, in questa sera bruna..

io bimba ribelle

io me

io ancora

al lume di luna…

Ricapitolando…

Come una pagina voltata in un sogno,

m’affaccio dentro una carezza all’alba del mio nuovo giorno.

Sempre

io scelgo di andare… perché oltre mi conduce il mare…

Ho Te, mio Dio, mi basti sempre Tu

e sfumature rosa tra i pensieri, polvere di sogni infranti e

riconciliazioni fatte alla memoria

alla memoria di un giorno qualunque e di ogni altro giorno.

Mi fermo, mi volto, ne osservo ogni contorno

sospesa in una dimensione asfittica

dove il respiro si smarrisce con parole sacre

forse indegnamente pronunciate

l’amore scotta sopra le prigioni della mente

l’anima rotta in convulsioni di ragionamenti

e i pentimenti ed i risentimenti..

Lucciole nella condizione del tempo in cui concedo loro di esistere

E mi regalo mille silenzi, mi vesto della mia invisibile presenza oggi, domani,

fino a quando ne avrò voglia…

e mi prometto di protegger quella soglia, anche quando non vorrei.

La soglia del mio mondo finora una sola volta attraversata

mi scopro fragile Didone abbandonata

in questa mia giornata dolce, amara… d’arance marmellata.

Eppure tu te ne sei andato,
Ulisse,
lasciando qui sull’Isola un amore di donna inconsolato
un figlio appena divezzato, che scorderà il tuo sguardo
Hai scelto la tua conoscenza, i sogni incandescenti,
le voci di sirena e i nubifragi…
cercando per il mondo la formula segreta della felicità.
Re, scaltro avventuriero, d’ingegno simile a nessuno
credi forse di colorare la tua esistenza col molto tuo sapere?
e di segreti hai piena l’anima e di mille cose mai dette ad alcuno.
E serbi forse dentro te la melanconica immagine di ciò che hai lasciato ad Itaca
e di ciò che lascerai lasciando questa vita.
Qualcuno aspetta il tuo ritorno,
facendo e disfacendo ogni giorno i sogni intessuti in questo tempo
mentre che tu, correvi controvento incontro alle tue sirene
eppure non ti riconoscerà che un cane quando tornerai..
perché ciò che tu sei val più di ciò che sai
Troppe lacrime spese… troppi mari attraversati..
Eppure tu sei un navigante
sai leggere i misteri nel cuore d’un passante.
La vita scorre Ulisse, come l’acqua del tuo mare
e prima o poi tu ti dovrai fermare…
Il meglio del tuo tempo l’hai regalato al mondo
e il mondo ti ha donato l’immane sua sapienza
presto ora chiudi tutto in un cassetto prima che te lo porti via
folle la morte impavida e guerriera
prima che questa sera Penelope dimentichi chi sei
prima che siano vani gli anni tuoi
e giunga il fato a farti prigioniero, mandato dagli dei.

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