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Love is…

panchina

io e te,

alla curva del cuore che va dall’ingresso alla cucina

dove mi siedi accanto e mi ascolti masticare il tuo

identico pasto.

Zucchero sparso sui tuoi sorrisi.

Un quarto di emozione, intensa, precedentemente sciolta a suon di abbracci.

Biscotti da guarnire, alle mandorle, e miele alla nocciola.

Il pasto è servito, anche stasera.

Fragole

Fragole sparse sui pensieri

inutili sparvieri sul mio capo

cado.

T’amo… sui versi putrefatti che scrivo

in questa vita di carta e pioggia…

scivolo.

Ridere e piangere al gong del tempo

che ti chiedo

e non mi spiego mai

perché sono così, pechè così tu sei.

I miei silenzi sopra la tastiera

le tue preoccupazioni,

inutili…

e grido la mia libertà

di fragole e pastelli

e di colori immaginari,

tenui.

Finalmente a casa

e fuori il temporale.

Melancholy

Mai giungeremo al porto

esanimi oppure trionfanti

liberi dal canto tuo.

antica leggenda, modesta filastrocca

nata nei pensieri…

cresci e muori nella vita insieme a noi.

ho conosciuto il pianto e il canto

odoroso della tua sostanza,

la sinfonia agrodolce di

yogurt che emani, mio salice piangente.

Polvere

Qualcosa resta
Tra le vite
ammaccate dai ricordi.
Spento il camino
Restano le ceneri.
E l’odore del ricordo
è polvere.

Vola vola…

E volo col vento

leggera l’anima

inconsistente il corpo

dopo che la tristezza

è evaporata in lacrime stanotte..

E volo col vento

e mentre perdo il mio equilibrio

scopro nuove dimensioni

silenti.

Si sgretola via dall’atmosfera

il male,

sale cristallizzato sulle mie ferite.

E’ forse per questo che continua a soffiare:

per distogliermi i pensieri

e farmi volare…

Stormi di storni

Senza accezioni e
Senza interruzioni
Scorro.
Strisce di vita
Sfilano dal finestrino
Sfuggono.
Stormi di storni
Sibili i pensieri
Soffocano.
Sassi di carta
Sillabe mancanti
Scordo.

Tri, tri tri
Fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu, ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.

Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze,
licenze poetiche,
Sono la mia passione.

Farafarafarafa,
Tarataratarata,
Paraparaparapa,
Laralaralarala!

Sapete cosa sono?
Sono robe avanzate,
non sono grullerie,
sono la… spazzatura
delle altre poesie,

Bubububu,
fufufufu,
Friù!
Friù!

Se d’un qualunque nesso
son prive,
perché le scrive
quel fesso?

Bilobilobiobilobilo
blum!
Filofilofilofilofilo
flum!
Bilolù. Filolù,
U.

Non è vero che non voglion dire,
vogliono dire qualcosa.
Voglion dire…
come quando uno si mette a cantare
senza saper le parole.
Una cosa molto volgare.
Ebbene, così mi piace di fare.

Aaaaa!
Eeeee!
liii!
Qoooo!
Uuuuu!
A! E! I! O! U!
Ma giovinotto,
diteci un poco una cosa,
non è la vostra una posa,
di voler con cosi poco
tenere alimentato
un sì gran foco?

Huisc… Huiusc…
Huisciu… sciu sciu,
Sciukoku… Koku koku,
Sciu
ko
ku.

Come si deve fare a capire?
Avete delle belle pretese,
sembra ormai che scriviate
in giapponese,

Abi, alì, alarì.
Riririri!
Ri.

Lasciate pure che si sbizzarrisca,
anzi, è bene che non lo finisca,
il divertimento gli costerà caro:
gli daranno del somaro.

Labala
falala
falala
eppoi lala…
e lala, lalalalala lalala.

Certo è un azzardo un po’ forte
scrivere delle cose così,
che ci son professori, oggidì,
a tutte le porte.

Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!

Infine,
io ho pienamente ragione,
i tempi sono cambiati,
gli uomini non domandano più nulla
dai poeti:
e lasciatemi divertire!

(Aldo Palazzeschi)

dedicata a tutti quelli che di me non c’hanno mai capito un tubo, a chi pensa che la poesia sia solo una scemenza, a chi non ha scoperto che la vita è poesia.

A chi ha smesso di ridere perché è diventato SERIO. Ai grandi che hanno scordato di esser stati bambini. Agli adulti burattini, a Berlusconi e a tutto il team di Pdl e Lega Nord e tutte le altre politiche religioni.

Signori e signore è ora di “crescere” ché solo chi è “grande” è in grado di apprezzare le cose piccole, le cose buone…

In ricordo di Carla

Su quella Croce ho appeso

il cuore a stendere

mentre grondava lacrime e dolore,

su quella Croce ho appeso il tuo ricordo.

Su quella Croce ho riversato il pianto

di chi va e lascia andare

e di chi saluta un’altra vita che ha varcato la soglia.

Ora che lasci spoglia una casa e una chiesa

e ti unisci al coro di quelli di Lassù.

Ora che gli occhi tuoi

son giunti a completezza

a contemplare l’Infinito…

Possa il mio pianto essere il tuo canto

e la mia speranza la tua gioia.

Viviamo scegliamo

sull’orlo di un confine

sottile

su cui scegliere  di camminare o di morire

viviamo scegliamo

e a volte poi dimentichiamo

il male che sapore ha

e lo serviamo agli altri sullo stesso piatto su cui

un tempo

abbiam mangiato noi

avidi di sangue e lacrime

e di speranze uccise.

Troppo tardi per pensare,

per uscire e ritrovare pezzi di vita strappati

troppo tardi in questa vita per sentirsi maltrattati .

Una, una sola occasione c’è stata data

e non la abbiamo ancora mai gustata.

Troppo invischiati nell’oscuro meccanismo dell’infelicità.

Ora chiediamo in prestito le ali degli aironi

e andiamo.

Domani è già tempo di migrare…

Si viaggia alla volta della felicità.

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