Io rendo grazie a Te, mio Dio…
tra i silenzi di questa notte quieta.. affioran versi di preghiera su queste labbra mie per dire grazie a Te, mio Dio…
Ho aspettato e ancora navigo l’attesa… attendolo sciogliersi dei nodi, il dispiegarsi degli eventi… ma pianopiano ora comprendo il Tuo piano più grande…
Su di una nave sto… Tu, Timoniere…
io, come un marinaio, da te soltanto apprendo l’arte del navigare…
E riempi con i Tuoi tesori il mio forziere...
Tu m’hai insegnato cosa veramente voglia direamare…
Io rendo grazie a Te, mio Dio… perché Tu scorri in me, scrosciante e benedetto Rio…
Misericordia dipinta sul mio volto e grazia ricevuta…
averti incontrato.. più bella cosa mai non m’è accaduta...
Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato
ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
“Non essere amati è una semplice sfortuna, la vera disgrazia è non amare…”
Questa canzone è un pò la mia storia… un amore folle e un folle amore vissuto in solitudine…
Ella despidiò a su amor
El partiò en un barco en el muelle de San Blas
El jurò que volveria y empapada en llanto
Ella jurò que esperaria
Miles de lunas passaron
Y siempre ella estaba en el muelle esperando
Muchas tardes se anidaron
Se anidaron en su pelo y en sus labios
Llevaba el mismo vestido
Y por si el volviera no se fuera a equivocar
Los cangrejos le mordian
Sus ropajes, su tristeza y su ilusion
Y el tiempo se escurriò
Y sus ojos se le llenaron de amaneceres
Y del mar se enamorò
Y su cuerpo se enraizò en el muelle
Sola,sola, en el olvido
Sola,sola,con su espiritu
Sola,sola,con su amor el mar
Sola, en el muelle de San Blas
Su cabello se blanqueò Pero ningùn barco a su amor le devolvia
Y en el pueblo le decìan
Le decìan la loca de el Muelle de San Blas
Y una tarde de abril
La intentaron trasladar al manicomio
Nadie la pudo arrancar
Y del mar nunca jamàs la separaron
Sola,sola, en el olvido
Sola,sola,con su espiritu
Sola,sola,con su amor el mar
Sola, en el muelle de San Blas
Sola, sola, en el olvido
Sola,sola, con su espiritu
Sola, sola,con el sol y el mar
Sola,sola,sola en el olvidio
Sola,sola,con su espiritu
Sola, sola con su amor el mar
Sola en el muelle de san Blas
Lei disse addio al suo amore
Lui partì con la nave dal porto di San Blas
Le giurò che sarebbe tornato e lei, in lacrime,
gli giurò che lo avrebbe aspettato Passaron mille lune
E lei continuava ad aspettare nel molo
E passarono molti pomeriggi
Passarono tra i suoi capelli, tra le sue labbra
Indossava lo stesso vestito
così, se lui fosse tornato, non avrebbe sbagliato..
I granchi mordevano
le sue vesti, la sua tristezza, la sua illusione E il tempo volò via
E i suoi occhi si riempirono di albe
E s’innamorò del mare
E il suo corpo affondò le sue radici nel molo Sola,sola nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola, sola, col suo amore, il mare Sola,nel molo di San Blas I suoi capelli ondeggiavano
mentre che nessuna nave le restituiva il suo amore
E nel paese la chiamavano
la pazza del molo di San Blas
E un pomeriggio di Aprile
Cercarono di portarla al manicomio
Nessuno riuscì a strapparla di lì
E dal mare nessuno mai la separò
Sola,sola, nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola, sola, col suo amore il mare
Sola,nel molo di San Blas
Sola, sola ,nell’oblio
Sola,sola,col suo spirito
Sola,sola, con il sole e il mare
Sola,sola, nell’oblio
Sola, sola, col suo spirito
Sola,sola,con il suo amore il mare
Sola, nel molo di San Blas
Rubato il mio cuore dal sogno di un amore… mai avuto, mai vissuto…
un tempo, forse, in parte condiviso…
il mare ci separa.. ed io, tra le sue sponde,ho scelto di annegare
…lasciandomi cullare…
Non più tristezza, mi resta in bocca solo la dolcezza d’ogni istante
percepito, ascoltato e condiviso…
E forse morirò in questa mia pazzia
perché d’amor si nutre questa mia follia
S’infrangono le onde sui miei ricordi più cari che tornano sempre
profondi ed immensi, come silenzi amari…
E scelgo di star sola, sola nel’oblio…
perché il mio amore esiste, anche se non più mio..
mi tiene in vita il mare sempre
mi tiene in vita Dio…
Eppure tu te ne sei andato,
Ulisse,
lasciando qui sull’Isola un amore di donna inconsolato
un figlio appena divezzato, che scorderà il tuo sguardo
Hai scelto la tua conoscenza, i sogni incandescenti,
le voci di sirena e i nubifragi…
cercando per il mondo la formula segreta della felicità.
Re, scaltro avventuriero, d’ingegno simile a nessuno
credi forse di colorare la tua esistenza col molto tuo sapere?
e di segreti hai piena l’anima e di mille cose mai dette ad alcuno.
E serbi forse dentro te la melanconica immagine di ciò che hai lasciato ad Itaca
e di ciò che lascerai lasciando questa vita.
Qualcuno aspetta il tuo ritorno,
facendo e disfacendo ogni giorno i sogni intessuti in questo tempo
mentre che tu, correvi controvento incontro alle tue sirene
eppure non ti riconoscerà che un cane quando tornerai..
perché ciò che tu sei val più di ciò che sai
Troppe lacrime spese… troppi mari attraversati..
Eppure tu sei un navigante
sai leggere i misteri nel cuore d’un passante.
La vita scorre Ulisse, come l’acqua del tuo mare
e prima o poi tu ti dovrai fermare…
Il meglio del tuo tempo l’hai regalato al mondo
e il mondo ti ha donato l’immane sua sapienza
presto ora chiudi tutto in un cassetto prima che te lo porti via
folle la morte impavida e guerriera
prima che questa sera Penelope dimentichi chi sei
prima che siano vani gli anni tuoi
e giunga il fato a farti prigioniero, mandato dagli dei.
Sono una molteciplità di cose che si fondono in un'unica essenza... cioè me..
.............. Noemi
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Come vele al vento pieghiamo all'orizzonte... e lì ci perdiamo per sempre... lì dove il cielo incontra il mare... lì dove non occorre tentare di spiegare... noi siamo l'attimo che scorre... noi siamo il navigare...
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Dall'Ebraico נעמי "Mia dolcezza"