Gli occhi roventi
e il cuore fulgido
di chi sa scomporre il vento
con un solo sguardo.
Fuorioso,
mentre infiamma il cielo
coi suoi raggi incandescenti,
si tuffa dentro il mare
macchiandolo,
inesorabilmete
con la sua passione,
inestinguibile.
Traduce in colori
le sllabe
che ci portiamo dietro,
da sempre.
E poi cede il passo alla luna.
E non ti domandare
cosa accade
quando il cielo si
tinge di fuoco e poi scolora…
E’ solo il giorno che muore,
perpetuamente.
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Luci soffuse sopra il palcoscenico
del mondo suona il grido inumano del silenzio.
Ghiaccio tagliente, gelidi sussurri…
Frasi di cortesia e perbenismo in frac.
Capigliature acconciate a nascondere i pensieri,
quelli veri, quelli che, se detti, farebbero commuovere tanto sono veri.
Ma oggi il vero è in disuso, se detto suona logoro e alquanto demodé
sta bene solo indossato distrattamente, come gingillo su un abito vintage reciclato per l’occasione.
In questo nostro mondo…
neppure sui giornali c’è scritto più quello che ci sta accadendo.
In questo nostro mondo…
vestito a festa di stress e strass,
di lucide paillettes che fanno male agli occhi
ma in qualche modo nascondono le lacrime.
In questo nostro mondo…
si perde così subito l’orientamento
e tutti sanno sempre cosa vogliono ma non sanno farlo mai.
In questo nostro mondo…
tutti odiano chi sta al potere ma continuano a votarlo.
In questo nostro mondo…
non ci resta che indossare le scarpe della festa e come gli altri andare…
io nOn cI sTo!
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Mi spalmo addosso i silenzi degli altri, le follie, le indecisioni, i repentini cambi di umore e le fatalità. Schermo protettivo contro il sole malato di questi tempi, sai com’è… occorre proteggersi.
Respiro…
La vita puzza di fumo, c’è bisogno di ossigeno, un nuovo antidoto ai varietà scadenti che ci trasmette il mondo.
Ma quante rime ho detto in questa vita? Possono essere contate? Quante parole pensate, forse anche un pò insensate, e poi volate nel vento.
Riserva.
Occorre mettere benzina e motivare il nostro umore come al cambio di stagione e tentare d’adattarsi al cambiamento.
Il tempo è incerto, forse domani pioverà… ma hanno inventato degli ombrelli potentissimi contro l’infelicità.
E nel cianfrume, nell’immondizia incolta la gente cerca speranze perdute, medicine scadute per curare i mali di sempre.
Eppure sta arrivando l’estate e il sole sorgerà ogni mattina a scaldarci la schiena come mille anni fa…
se solo sapessimo ancora apprezzare il calore di un abbraccio!
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Quando che oscuro
avrai smesso di ricurcire ferite troppo fragili
Quando che generoso avrai deciso di reincollare i pezzi
al fine di largirci una spiegazione
una chiave di lettura
senza sovrastruttura
senza fraintendimenti
senza.
Quando poi placherai la tua indomabile corsa per concedermi il pensare,
nel bene e nel male,
a cosa poter fare…
Allora ti riscoprirò mio amico
o almeno ti concederò la tregua di poter restare assieme in questo viaggio.
Forse incompatibili io e te
ci dirigiamo sui nostri orizzonti procedendo con moto inversamente proporzionale.
Forse non raggiungerò la mèta ma mi ci avvicinerò, sul limite…
in misura di quanto sceglierò di andare oltre e oltre e oltre…
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Il tempo in cui…
-Il tempo-
Il tempo in cui
dolce
ti si rivela la vita…
E tu puoi anche sopportare l'asprezza del limone nel tempo delle fragole.
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Capiterà di ricordare le risate e i gesti genuini
sorti un pò per caso, sentendoci bambini…
Capiterà di ripensare a quel tratto di strada quotidiano
dove profumano ingenui i gelsomini…
dove sembra, a un attimo dal traguardo, di non arrivare mai.
Capiterà di sorridere ancora a quel pensiero
mentre ancora passeggeremo mano nella mano
percorrendo ogni sentiero in questa nostra vita…
Come fosse tutto una bellissima partita
dove restarsi accanto è la mossa vincente.
Nelle disfatte e nei momenti buoni
accordarsi come stesse note e riscoprire,
guardandosi negli occhi,
le stesse tracce che ci han condotto qui…
Un sentiero dove si perdono memorie di malinconie
e tenui sbocciano sereni i gelsomini, nuovi pensieri…
…e silenziosi ce ne stiamo io e te a riscoprire il mondo.
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Grazie…
per ogni parola,
ogni tuo sguardo comprensivo,
per ogni abbraccio che m’hai saputo dare, sempre, al momento giusto…
Grazie di esserci e di essere come sei <3

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Questa la dedico alle persone ipocrite, alle idealiste, a quelle che si fanno del male e ne fanno agli altri…
A quelle che non hanno capito chi sono perché non hanno voluto capirlo…
A quelle che indossano una maschera senza chiedersi se non sarebbero più felici senza…
A quelle che partono per sempre perché non sono mai arrivate
A quelle che preferiscono affogare nel dolore che essere salvate
Alle persone cattive che feriscono gratuitamente
Perché, come dico io, c’è chi ti pesta un piede e ti chiede scusa e chi ti calpesta il cuore e nemmeno se ne accorge, o forse, fa finta di niente…
Oggi qui seppellisco i miei morti, perché non posso viaggiare oltre con loro.
Alcuni sono stati importanti, e molto, ma è ora di guardare oltre.. la vita chiama…
Buon riposo miei ricordi, ché di voi la mancanza sentirò comunque…
La vita è come la pellicola di un film e ormai chiama la prossima scena
GIUDIZI UNIVERSALI
Samuele Bersani
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l’aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace…
Liberi com’eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori
come Mastroianni anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l’odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l’aria dentro al serbatoio…
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’e’
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria, non c’e’ posto
per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare,
ti ho perduto senza cattiveria…
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l’aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace…
Libero com’ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori…
come Mastroianni anni fa,
sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c’e’ niente che mi sposta
o vento che mi sposterà…
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’e’
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più… non ci sei più…
Pubblicato in Diario di bordo..., Frammenti di me | 1 Commento »
-Chi sei?
-Ti ho annientata tempo fa, ricordi?
-Perché ti presenti ancora alla mia porta e quanto tempo ancora dovrò competere con te?
-Zitta! Guardami negli occhi… non puoi infrangere i sogni di chi non sa più sognare né puoi togliermi quello che non ho perché noi non possediamo nulla;
-siamo umili fruitori dello scorrere del tempo, della vita, di ogni cosa che c’è stata data…
-Non ho intenzione di umiliarmi ancora a discutere con te…
-Perciò, prego, riassetta le tue cose ed esci fuori dalla mia casa,
-per oggi ho altro da fare, vivere.
Pubblicato in Diario di bordo..., Esistenzialismo esistenziale :) | Lascia un commento
Ho visto nascere
la notte.
In me.
In un solo istante.
Fragile come fogli di carta strappati.
Gli occhi vitrei, il fiato gelato.
Infinita,
si sfrangia tra le note della sera e si scorda tra i pensieri, come polvere senza più valore.
Eternamente sola.
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I ♥ LINUX










