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Per ricordarti

Sono entrata nella tua casa
E in ogni dove v’erano
Tracce di te:
Sul comodino, pieno zeppo
Di biglietti che scrivevi
Per rammentare
appuntamenti,
Annotazioni, ricette e numeri da telefonare,
Tra le parole crociate, con cui combattevi il
Tedio nelle giornate uggiose.

Le tue cose, nel loro ordine perfetto
Intatte, come la tua dignità di signora
Ti vedo camminare a testa alta ancora
Affaccendata come una formica
Mentre mi narri a modo tuo la storia
E silenziosa e discreta
con le mani intessi oro.

Ho sentito il tuo odore ed il
Bagliore del tuo sorriso dappertutto.
Tu eri lì, nel giardino di cui eri regina
Nel silenzio della tua cucina
Dove ancora il bicchiere pieno
D’acqua aspettava il tuo ritorno.

L’hai lasciato lì, mezzo pieno,
Distrattamente sopra il lavandino
Così il mio cuore implora il tuo ricordo
E teme il vuoto dell’assenza
Beffa del destino.

E ti immagino lì, che mi guardi e
Sorridi, come già conoscessi
Le carte scelte questa volta dalla sorte
E mi invitassi a restare lì, tra le tue stanze,
Ancora
Tra i tuoi fiori e soprammobili

Per ricordarti, nella tua dimora.

(Buon viaggio nonna!)

Passengers 

Life is an airplane which goes up and down, change directions, lands and flies. We are all passengers of this very moment… Actors and spectators, divers and drivers. We live, experience, test and distress… Make hypotheses, suppositions, rhymes and drawings about our own universes, in order to make sense of them, understand, give meaning. We hold ferocious battles against ourselves in order to define the boundaries of who we are… And, in the end, we are just pulsating stardust, striving to have a form, unaware of our minuscule state, how small our contribution to the bigger picture! We are creatures longing for connections, and yet, in profound need of aloneness. Children of the moon, not yet grown up, looking at the stars with awe and despair. So fragile, yet so capable of wonders… Hiding behind walls of waterfalls, overwhelmed by our emotions at times. We paint our lives with hearty, sublime, human ink… We make a mess sometimes, as we stain our hearts with tears and fears… Just to find out that our mistakes are a necessary seed to the soil of our soul. From there, one day, will flourish meaning, gratitude, and a glorious celebration for life.
I am grateful.

Stazioni 

  
Un uomo aspetta

qualcuno in stazione

Una speranza, forse,

Un amore…

I cui passi hanno

Il rumore del suo

Cuore.

E mentre aspetta

Scrive una poesia 

Come fosse rapito

Dal vento,

In quell’istante

Solo figlio del momento 

E ce n’è di nebbia 

D’inverno, al mattino

E se ne sta lì tra 

La nebbia l’uomo

E il suo taccuino

Quattro stagioni in strofe

Questa dannata poesia
Che mi porto attaccata al cuore

Quasi come una cicatrice, 

come quasi un dolore

È euforia

Nostalgia

È malinconia.

Mi si è piazzata dentro come un 

Tuono, un boato che non fa rumore

E non va più via

Da questi istanti silenziosi

In questa vita mia

Da questi attimi di

Respiri e lacrime

Come una condanna

Dolce amara

Infilzata nella parte più

Intima di me

E mentre il mondo passa

E passa il tempo, il sole

Sopra ai giorni e le stagioni…

E mentre il mondo scorre,

Scorre l’amore nelle vene, scorre

Via il dolore…

E scende giù la pioggia, la malinconia, 

Cala anche la sera…

Intanto, io canto.

Notturno

Mentre il tuo respiro disegna

Arabeschi sulla pelle mia
Il mio orecchio indaga silenzioso
Ogni battito del tuo cuore
Tu dormi, ed io ti sono accanto
Svegliata da una moltitudine
Di pensieri e cose da fare
Per un momento metto tutto a tacere
E mi permetto di ascoltare,
Di ascoltarti
E dal tuo cuore odo solo promesse
In questa aurora boreale 
Di vita che ci tiene insieme…
Ed è come galleggiare in alto mare,
Nonostante un cuore in tempesta
E sei la barca e il porto sicuro 
Nella mia marea.

Poesia al contrario 

E si risveglia il mondo

Come dopo una sbronza 
Un sole caldo a riparare
I resti umidi di un
Notturno temporale 
È come se si volessero
Asciugare le lacrime di una 
Notte intera
E il tempo volesse reclamare
La calma dopo la bufera
Sopra il bagnato germogli 
Di luce, l’odore umido dell’erba
Ed un fiore, timido, ad annunciare 
Il mattino.

Notte tempo

 

Nonostante le previsioni del tempo

Oggi splende il cuore
Forse è l’ennesima eccezione
O solo il risultato della mia misera intuizione
Di fatto ho scelto di pensarla così 
Come attraversando una foresta oscura
O guadando un fiume in piena nella bruma 
A discapito di tutti i perché 
E le buone intenzioni
Un fiore sboccia solo
Quando ne ha occasione
E si ritrae quando non può 
Come me quando non so
Cosa più farmene di questa
Sarabanda di emozioni.
A tratti mi fermo su di un piedistallo scomodo
Ed indulgo nell’interpretarle un poco
Aldilà del bene e del male
E di ogni colore che m’invade.
L’orologio smette di scoccare
L’ora esatta a colazione
Quando sa che sta arrivando
A cena la malinconia.
La letizia cede il passo all’eclettica mestizia
Quando a sera poi si spoglia dell’estenuante gioia
Ed indossa abiti spettrali
Luminosi di ricordi ruminati e di poesia
Mentre col sonno 
Il tuo pensare prende fuoco e poi scompare
E nel silenzio te ne stai
E nel silenzio te ne vai.
Mentre col sonno ogni tua corda
Si colora di poesia
Nel silenzio della sera 
Con la tua notte
Tu vai via